mercoledì 7 aprile 2021

Una passeggiata corroborante nell'uliveto

Quando è possibile, ho la grandissima fortuna di potermi recare nel nostro uliveto, lontano da ogni clamore superfluo e posso stare con me stessa e raccogliere le idee nell'assoluto silenzio. Anzi, invero i suoni sono tanti ma naturali e perciò cullano la mente,  disintossicandomi. 






All'orizzonte svetta la catena imbiancata dei Monti Sibillini. C'è una tranquillità, tutt'intorno, che quasi sconcerta, abituati come siamo all'inquinamento acustico in casa e in città.


Mentre i miei figlioli potano con cura gli ulivi, mi godo i meravigliosi colori prorompenti della primavera che scalpita, impaziente di adornare terra e cespugli con bacche e fiori.

    




Il cielo azzurro terso, la vividezza del panorama in cui sono immersa mi consente di apprezzare anche il disco rotondo e bianco della luna piena, qui in realtà appare piccino accanto alla cima del cipresso. 

 
          
Fiorellini a profusione: bellissimi anche se spontanei e rustici.    
                                                                  

Le api operose, fanno diligentemente il loro utilissimo lavoro. E il brusio è piacevole.
                          


E' ora di lasciare l'uliveto e la sua tranquillità. 
In qualche modo, seppur solo virtualmente, vi siete sottratti all'obbligo della reclusione delle varie zone rosse e siete stati con me, a spasso per questa riposante campagna.


E a casa preparo ancora un po' della particolare marmellata di fragole e viole


Ingredienti: fragole, viole, aceto balsamico, radice di zenzero e zucchero di canna.


Ho scritto questo post con foto scattate sotto un caldo sole primaverile. 
Lo pubblico mentre fuori cadono lievi fiocchi di neve.
Primavera bizzarra.   A presto
                                                  Susanna


lunedì 15 marzo 2021

Vaga inquietudine

Dopo esattamente due mesi, tornare a scrivere è davvero difficile.   Più volte ho affrontato la tastiera e poi miseramente ho desistito.

Un periodo un po'...così così. Umore sotto i tacchi. Sempre a rincorrere le emergenze cui far fronte. Prima tra tutti una dolorosissima tendinopatia che ha preso spalla e braccio destro. Curata inutilmente con infiltrazioni ed ora fisioterapia ma non pensavo mai e poi mai di sentirmi così sofferente ed insofferente, soprattutto durante la notte. E anzi sono una che sopporta assai il dolore. Vani gli impacchi di ghiaccio e gli antidolorifici, una pena tale da impedirmi di fare i movimenti più semplici ed io che poi sono destra, proprio non riesco con la mano sinistra a fare nulla. Non ricamo più da tantissimo e mi manca molto, anche perché per me è un modo per rilassarmi la sera, a fine giornata.

Va bene, si va avanti. 

Oggi il meteo è stato così: cielo livido e pioggia a sprazzi,  con un vento furibondo che soffiava implacabile dalla notte scorsa;  nei due mesi passati abbiamo avuto ancora la neve.

E poi ecco una primavera calda e travolgente, con il ritorno delle splendide violette che hanno conquistato presto gran parte del prato in giardino: sono riuscita a fare anche della marmellata di mela e violette











Inquietudine dicevo... abbiamo perso un conoscente per Covid e molti, molti altri amici si sono ammalati, con esiti più favorevoli per fortuna ma la paura si insinua sottile.

Siamo nuovamente chiusi: in zona rossa già da giorni, i vaccini sono un miraggio per la nostra fascia d'età. Meno male che la mia vecchietta a Roma è riuscita a fare la prima dose e tra due giorni le somministreranno la seconda; almeno lei sarà più protetta e spero tutelata, in qualche modo.

Ma anche questa Pasqua saremo lontane. Non vedo mia madre dal 18 dicembre scorso e non ho la minima idea di quando potrò riabbracciarla. 

Inquietudine sono certa la provereste anche voi se vi fosse successo quanto mi appresto a raccontare. Stavo spostando il notebook dal tavolo della cucina ed ho fatto cadere precipitosamente il mouse sulla capoccetta della mia gatta Domitilla. Lei era placidamente spalmata sulla sedia lì vicino, ha sobbalzato bruscamente e al mio "Oh no piccolina, mi dispiace tanto!"  l'assistente Google del cellulare posto sul tavolo, si è attivato automaticamente dicendo con voce meccanica: "Non è successo nulla di grave!"  Sono rimasta basita.

Vi assicuro che è pura verità e questa cosa mi ha sconcertato non poco, anche se siamo tutti consapevoli di essere ascoltati (evviva i cookies da accettare ogni secondo) e controllati nei gusti e nelle scelte dal Grande Fratello, prenderne atto direttamente è assai sconvolgente e turba.

La cucina è un mio diletto cui mi dedico in modo amatoriale e con curiosità, vi riporto la ricetta di una gustosa zuppa di roveja, che ho trovato nel web, non sapendo come trattare questo legume a me sconosciuto, sono approdata al blog di Sara Sguerri che vi invito caldamente a consultare, per le tante proposte culinarie interessanti che propone e per seguire in dettaglio questa che ho sperimentato. 

La roveja è un legume antico, una qualità di pisello selvatico di colore marrone, che ha il sapore simile alla fava. Viene coltivato nel centro Italia, nelle Marche e in Umbria ed è presidio Slow Food. Me ne hanno regalato una confezione a Natale, insieme a lenticchie, cicerchie, ceci e fagioli biologici.
Si deve lasciare in ammollo tutta la notte, poi sciacquarla con acqua fresca e metterla a bollire per circa un'ora, con due foglie d'alloro.

Nel frattempo si rosolano i porri, uno spicchio d'aglio, i pomodori e le foglie d'alloro (che presto si toglieranno) quindi si unisce la roveja cotta precedentemente e man mano si aggiunge l'acqua nella quale era stata bollita.


La roveja deve rimanere croccante, una volta spento il fuoco la si lascia riposare una mezzoretta per poi servirla con un goccio d'olio e una macinata di pepe nero, accompagnata da pane bruscato.
A noi è piaciuta molto.
Un sapore diverso dal solito ma davvero piacevole.
                                  

Mi congedo consapevole che questo post avrà l'etichetta "A volte ritornano", con la speranza però di essere invece più presente e costante nello scrivere.
Buon proseguimento di Marzo, a tutti voi che verrete a salutarmi.
      A presto                  
                 Susanna

mercoledì 13 gennaio 2021

e dopo la pioggia....la Bianca Signora

Terminate le feste, pian pianino la casa torna allo stato prenatalizio. Ogni cosa va nel suo scatolone ma devo confessare che l'albero ha continuato a luccicare per qualche altra sera. 

Come ogni anno ho acquistato un personaggio nuovo del presepe di Thun.   Anzi, quest'anno due.   O forse tre.

Sono l'omino con la carriola e il centurione con il cavallo. 
Ma poi...non ho resistito al calciatore con la divisa della Roma, la squadra del mio cuore.   
Ora bisogna vedere se prenderà posto nel presepe, come ospite, ne dubito.

 
                                                                                       
        
E fuori piovono goccioloni gelati, tutto è intriso d'acqua, per due giorni fa così.

I cinorrodi delle mie rose sono impreziositi da queste splendide collane di perle


Le mie amiche Fuggiasche del Veneto, di Milano e di Trento mi raccontavano di neve scesa copiosa e ad una romana come me, vissuta al mare e delle sciate al Terminillo, quando non si poteva andare sulle Dolomiti, un po' dispiaceva non vedere ancora la neve.
Fino a quando l'altro pomeriggio ecco volteggiare nel cielo i primi fiocchi larghi e pesanti che preannunciavano l'arrivo della Bianca Signora d'inverno. 

La mattina seguente il silenzio della neve che attutisce i suoni e il candore che abbaglia.


 Dalla finestra della camera, lo spettacolo di una vista immacolata.


E dall'abbaino sul tetto


Le impronte degli uccelli che vanno dove metto loro il mangime e quelle della gatta Domitilla che prova a catturarli, senza successo per fortuna. 
Poi infatti decide che per lei è certamente meglio poltrire al calduccio, in cucina.



Mi piace molto anche l'inverno


Un saluto a voi che verrete a farmi visita.
                                         Susanna