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domenica 16 agosto 2020

Piedi nell'orto e naso all'insù, alle stelle

L'estate procede, torrida e appiccicaticcia come sempre. Anche il nuovo condizionatore che decide di scioperare per una perdita di gas nel circuito, appena ricaricato a suon di euro, rientra nel piano ferragostano "stanno tutti in ferie e devi soffrire il caldo". 

Continuo a parlare per immagini, che penso rendano meglio di tante parole.

La gioia che si prova nel gustare i prodotti del proprio orto, non ha eguali. 

Profumi, colori, una fragranza incomparabile...tutto fa dimenticare la fatica che si prova fisicamente a mantenere attivo un orto.

E' pur vero che siamo un po' indietro con le maturazioni: i pomodori verdi da tantissimo, finalmente son diventati rossi. Le zucchine facevano un'infinità di fiori e foglie enormi, ma solo ora producono davvero.


                                                                
Con queste zucchine mi piace preparare una crema fresca: aggiungo un cipollotto di Tropea, sale grosso ed olio. Faccio stufare con aggiunta di poca acqua e poi frullo tutto. Ottima appena tiepida con macinata di pepe nero, olio a crudo e delle foglie di menta fresca.

    
E via a piantare nuove insalatine e radicchio


Per i carciofi e il piccolo cocomerino "in fieri" c'è ancora da attendere.



Ed imperversa tutt'intorno all'orto la bellissima borragine dalle foglie e dai fiori eduli. 
Ho scoperto delle ricettine davvero intriganti con quest'erba spontanea: le frittate, insalate, torte rustiche, il ripieno per ravioli o i fiori viola meravigliosi nei cubetti di ghiaccio!
   

Domitilla ha sempre più caldo con la sua pellicciotta e cerca refrigerio sulla soglia di marmo. Ogni tanto riesco a farle delle spugnature di acqua sul pelo e pare gradire molto.

In giardino sono tornate a fiorire le ortensie rigogliose ma anche le camelie continuano a sbocciare

Trovo che le rose siano sempre splendide ed eleganti, anche se avvizzite dalla calura.


Al tramonto il profilo dei monti circostanti e della vegetazione spiccano sul cielo rosseggiante. 
La notte sta arrivando decisamente prima, rispetto a pochi giorni fa.


E il cielo limpido e stellato ci regala lo spettacolo di tante stelle cadenti.
Una vista per me sempre emozionante che mi ricorda mio padre e il suo insegnarmi le varie costellazioni.

Buon proseguimento di Agosto, a voi che verrete a farmi visita.
                                                 Susanna

domenica 20 agosto 2017

Estate bislacca

O piuttosto decisamente insopportabile. 
Quando sembrava che il caldo opprimente stesse per darci tregua, niente da fare. 
Io sono davvero  esausta, nervosa e sempre stanca, faccio tutto con fatica e per dovere. 
Ma qualcosa di buono voglio trovare in questa arida ed assurda estate. 
Per esempio le dolci visciole raccolte i primissimi giorni di luglio.



Il silenzio della campagna assolata, i rovi per raggiungere le piante di visciole, le mani tinte di rosso ed appiccicose e poi la preparazione dei frutti, messi nei barattoli con lo zucchero, in alcuni una bacca di cannella, in altri grosse ciliegie polpose con una fettina di zenzero. . .ed eccoli al sole, fin troppo cocente, per un mese e mezzo. 




Domani penso proprio di spolverare e mettere in dispensa, al fresco e lontano dalla luce, tutti questi barattolini che riposeranno ancora due mesi e ci allieteranno nelle fredde giornate d'inverno, davanti al camino acceso. Ah che goduria, non vedo l'ora.
Intanto tutto è terribilmente secco, riarso, inaridito. Non piove da mesi e quando ha fatto due gocce di pioggia l'afa è tornata più prepotente di prima.


La cosa più brutta è osservare la vegetazione circostante. Foglie secche, ingiallite, che cadono come in autunno, tutto è marrone ed arancio al posto del verde e dove non arriva la folle mano dell'uomo che accende fuochi che divorano ettari di bosco, ci pensa il caldo torrido che la fa da padrone ed imperversa e tutto diventa disperatamente desertico e sterile.


Ma ancora voglio cercare qualcosa di buono in tutto questo. 
Il profumo intenso della lavanda fiorita, che ondeggia e si propaga nell'aria, con le folate di vento caldo. 
Tutte le sere il cielo è limpido e anche stavolta in questi giorni di mezzo agosto, mi sono persa, naso all'insù, nel magico spettacolo dello sciame meteorico delle Perseidi, accompagnato dal canto ininterrotto dei grilli.


Sulla finestra della cucina spicca il verde intenso delle erbe aromatiche, uniche a poter essere innaffiate con pochissima acqua del rubinetto, per il resto il prato del giardino è desolatamente secco. Non c'è più l'acqua dei pozzi.



Inebriante il profumo del basilico, stupendo il rosso dei peperoncini con i loro  fiori bianchi e quest'anno mi hanno portato dalla Sardegna un origano odoroso che davvero è speciale.

La frutta non è stata eccezionale quest'estate ma non riesco a rinunciare ad una succosa pesca, ad una fetta rossa e zuccherina d'anguria. Il melone, se è davvero buono e dolce, per me è una tentazione cui cedo molto volentieri. E così non ho esitato a seguire passo passo la ricetta trovata nel blog della mia cara amica Simo dove ci sono consigli e ricette, una più sfiziosa dell'altra. Tra queste Il liquore cremoso al melone e vaniglia: una vera prelibatezza. Mezzo melone fatto a cubetti e messo a macerare in frigo con alcol a 95° ed una bacca di vaniglia; ogni giorno bisogna agitarlo e scuoterlo bene. Poi dopo una settimana, rimossa la vaniglia lo si frulla, si scaldano latte, panna fresca e zucchero fino a quando quest'ultimo sia completamente sciolto. 

Si lascia freddare e si aggiunge poi la polpa frullata, passata attraverso un colino a maglia fitta

e quindi si versa nelle bottigliette che vanno tenute nel frezeer per qualche giorno. 

Il liquore si serve sempre freddo. 

Bene è notte fonda e mi congedo, sperando di non tornare a scrivere a fine settembre e di riprendere presto l'ago in mano, il desiderio c'è ma con il caldo finora è stato impossibile.
                                                               Susanna



sabato 15 agosto 2015

Giro di boa

Quando arriva Ferragosto per me si effettua la virata intorno alla boa di questa immaginaria regata che simboleggia l'estate. E devo ammettere che mai, come quest'anno, quando sarà terminata del tutto... non mi mancherà affatto questa torrida insulsa estate.
Sono sempre più insofferente, nervosa ed inconcludente. La notte tiro tardi e la mattina sono ovviamente piuttosto confusa.

Costellazione delle Pleiadi  (Foto tratta da web)
Ieri era la serata in cui si poteva ammirare, al massimo dello splendore, lo sciame meteorico delle Perseidi nella volta celeste. In realtà è già da molto che assisto nel cuore della notte, sdraiata in giardino, con il naso rivolto all'insù (e non pochi problemi alla cervicale la mattina dopo, per la posizione e l'umidità) perdendomi tra le stelle e ne ho viste di scie luminose, solcare ed infiammare il cielo.
Ma poi mi prende una sottile e diffusa malinconia perchè prepotente è il ricordo di mio padre che da bimba mi insegnava i nomi delle varie stelle e costellazioni. La prima e più facile da identificare è stata il Cinto d'Orione e poi le meravigliose Pleiadi.

Cribbio se mi manca mio padre.

Ho più tempo libero e così mi dedico alla sistemazione e pulizie di cose che non si fanno quotidianamente. Con una certa smania di fare ordine, non solo fisico ma soprattutto mentale, è previsto anche lo smaltimento di orpelli conservati per anni. In cucina ad esempio ho rimosso dalla porta d'ingresso e lavato, il pannello che avevo realizzato ormai diversi anni fa, ricamandone la cornice a punto croce ed è un utile porta appunti, ricette, foto care, memo presi al volo per poi trascriverli con calma.














Comunicazione di servizio:
Nelle foto che vi mostro, appaiono delle macchie di vapore sulla tela, poichè non ancora asciugata, dopo la stiratura.





E con l'occasione ho rispolverato anche una bilancina per alimenti e due vecchi macinini per caffè che erano nella casa di campagna, proprio simili a quello ricamato in basso a destra, nel pannello.


Dunque auguro buon Ferragosto a chi verrà a farmi visita e buon proseguimento di vacanze a chi può farne.
                                                       A presto  Susanna

sabato 10 agosto 2013

Una notte speciale

E si, proprio così. Perchè possono esserci le nubi, come sarà probabilmente questa sera, oppure le stelle brilleranno nitide e scintillanti nel buio più profondo ma... la notte di San Lorenzo è sempre stata per me una notte speciale. 
E' inevitabile tornare bambina e ricordare mio padre vicino, che mi insegnava i vari nomi delle costellazioni e mi indicava come orientarmi in quel cielo immenso ed infinito, con il suo parlare pacato e l'immancabile sigaretta accesa tra le dita, un piccolo punto rosso nel buio della notte stellata.

In queste notti passate ho visto già lacrime di stelle solcare il cielo, in una scia di fuoco. Il tempo brevissimo e il famoso desiderio da esprimere nell'arco di una frazione di secondo. 
Io ci ho provato, con tutto il cuore ma purtroppo non si è avverato il mio augurio. 
La delusione è stata tanta, ancora mi brucia maledettamente.

Ed eccovi qualche foto in cui ho fissato attimi di questa insopportabile estate, prima troppo a lungo piovosa, ora torrida ed afosa.

Anche il povero Mephy appare avvinto dalla calura insopportabile, completamente abbandonato a se stesso, al punto di non rendersi conto di avere fin troppo vicino la nostra Alice, dalla folta pelliccia lunga e nera, davvero poco consona al clima attuale.



Tra le erbe aromatiche quest'anno ho la novità della Salvia Elegans, dai lunghi fiori rossi e le cui foglie hanno un piacevolissimo sentore di ananas, perciò sono adatte a profumare le macedonie di frutta o gli aperitivi
Mentre il gelsomino dai fiorellini immacolati diffonde un profumo inebriante, persistente e molto gradevole

Altri istanti colti dalla macchina fotografica.   
                                                         Ecco i saluti da Ostia Lido, il mare di Roma

Qui sono nata ed ho vissuto a lungo; rivedere il pontile dalla caratteristica linea pulita ed austera, per me è un vero piacere. Non sono andata al mare, assolutamente no, non mi piace frequentare la spiaggia quando è gremita di bagnanti chiassosi, la preferisco in inverno, decisamente.

E per chiudere in bellezza il post, voglio lasciarvi con una prelibatezza fatta proprio ieri sera, approfittando di splendidi e carnosi fiori di zucca freschi dell'orto.


Ne vado matta e potrei mangiarne... davvero troppi.
Io li faccio così: privo i fiori del pistillo e li apro dopo averli lavati ed asciugati su carta assorbente. 
La pastella la preparo un'oretta prima e la lascio in frigo a riposare. Ormai ho sperimentato il trucco dell'utilizzo di acqua gassata fredda, aggiunta alla farina, un pizzico di sale, un cucchiaio di olio d'oliva e il tuorlo di un uovo (ma si può anche non mettere). In questo modo la pastella sarà croccante e gustosa.

Farcisco i fiori con mozzarella, stavolta ho usato quella di bufala campana e secondo il gusto aggiungo un pezzettino di prosciutto crudo oppure della pasta di acciughe.  Preferisco la crema all'acciuga vera e propria, perché non sopporto le piccole spine del pesce.  Avvolti ben benino i fiori facendo attenzione non fuoriesca il ripieno,  li tuffo nella pastella e poi nell'olio bollente, girandoli una sola volta, scolandoli  ed adagiandoli su carta paglia.


Sono da assaporare bollenti,  una vera gioia per la gola.

Un pensiero particolare devo rivolgerlo a due dei miei figlioli. 
Il cielo è magnifico ovunque, sia sull'aeroporto militare di Latina che nella splendida Tubinga e chissà che almeno i vostri desideri possano avverarsi, in questa magica notte?

Ma questo auspicio è anche per voi tutti che verrete a trovarmi, qui.

Alla prossima
                           Susanna