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mercoledì 7 aprile 2021

Una passeggiata corroborante nell'uliveto

Quando è possibile, ho la grandissima fortuna di potermi recare nel nostro uliveto, lontano da ogni clamore superfluo e posso stare con me stessa e raccogliere le idee nell'assoluto silenzio. Anzi, invero i suoni sono tanti ma naturali e perciò cullano la mente,  disintossicandomi. 






All'orizzonte svetta la catena imbiancata dei Monti Sibillini. C'è una tranquillità, tutt'intorno, che quasi sconcerta, abituati come siamo all'inquinamento acustico in casa e in città.


Mentre i miei figlioli potano con cura gli ulivi, mi godo i meravigliosi colori prorompenti della primavera che scalpita, impaziente di adornare terra e cespugli con bacche e fiori.

    




Il cielo azzurro terso, la vividezza del panorama in cui sono immersa mi consente di apprezzare anche il disco rotondo e bianco della luna piena, qui in realtà appare piccino accanto alla cima del cipresso. 

 
          
Fiorellini a profusione: bellissimi anche se spontanei e rustici.    
                                                                  

Le api operose, fanno diligentemente il loro utilissimo lavoro. E il brusio è piacevole.
                          


E' ora di lasciare l'uliveto e la sua tranquillità. 
In qualche modo, seppur solo virtualmente, vi siete sottratti all'obbligo della reclusione delle varie zone rosse e siete stati con me, a spasso per questa riposante campagna.


E a casa preparo ancora un po' della particolare marmellata di fragole e viole


Ingredienti: fragole, viole, aceto balsamico, radice di zenzero e zucchero di canna.


Ho scritto questo post con foto scattate sotto un caldo sole primaverile. 
Lo pubblico mentre fuori cadono lievi fiocchi di neve.
Primavera bizzarra.   A presto
                                                  Susanna


venerdì 25 ottobre 2019

Ripresa d'autunno

Una pagina bianca, sullo schermo del notebook. 
Ora capisco cosa significhi "blocco dello scrittore".
E' che a me piace fare le cose per benino, o almeno ci provo.
Dunque l'indecisione, il non trovare mai il momento giusto per rompere il circolo vizioso, pur avendo tanti argomenti, emozioni e spunti.
Allora oggi semplicemente dirò che finalmente mi sto godendo il mio amato autunno.


I colori ambrati, i primi freschi. 
Le castagne e le noci tenere. 
Abbiamo già riacceso il focolare, una sera delle scorse. 
Le vellutate a cena, un'intimità recuperata e tanta voglia di riprendere le fila di tutto. 

Ci sono anche postumi di una stanchezza provata a fine luglio, agosto e primi di settembre. 
Sono stati giorni molto impegnativi, faticosi e che mi hanno debilitato: non ci sono più le Susanna di una volta!

Però ho ricominciato a ricamare e mi piace tantissimo, anche se il ritmo è ancora piuttosto da bradipo ma decisamente entusiasmante.
Addirittura ho tirato fuori ricami incompiuti da anni, che non voglio più vedere giacere abbandonati, nella scatola dei "dimenticati".
Un cucchiaino d'argento consunto,
che mi regalarono le amiche 22 anni fa,
quando nacque


Allora metto ordine tra le cose di cui voglio parlarvi.

Oggi intanto è il compleanno del mio figlio minore, Giulio Valerio e devo organizzare una bella cenetta per festeggiarlo stasera al suo rientro da Roma, ammesso riesca a tornare, visto lo sciopero che paralizza mezzi e non solo.

Domenica prossima nuovo incontro a Falconara Marittima per il corso di American Cursive e il Corsivo Italico.

E proprio ieri sera, cercando di stare più attenta all'alimentazione, (sono riuscita a liberarmi di qualche chilo di troppo, con notevoli sacrifici), ho preparato una gustosissima vellutata di zucca arancione, mai fatta prima d'ora. Nel senso che ne ho sempre cucinate ma con la zucchina verde.
Cubetti di zucca arancione, cipolla di Tropea, costa di sedano, una carota, una piccola patata a fettine sottili, tutto messo a cuocere con brodo vegetale e poi frullato con il minipimer. Un goccio d'olio a crudo e una bella macinata di pepe nero. 
Crostini di pane..per chi volesse.

Vi assicuro una vera nuvola di godibile dolce crema.

E i semi della zucca ho letto che sono ricchi di minerali, di fibre, di vitamine, omega3; insomma hanno proprietà naturali davvero preziose e dunque non si buttano via.   
Tutto si ricicla ;) 
Sciacquati bene ed asciugati, messi in forno a 60/80° per dieci minuti, volendo anche con una leggerissima spolverata di sale, sono ottimi per accompagnare le zuppe stesse, le insalate verdi, lo yogurt o sgranocchiarli come frutta secca.

Adesso devo congedarmi ma torno molto, molto presto stavolta, intanto il vuoto del foglio è colmato e vi assicuro che è una bella vittoria.
Ringrazio alcune care persone che mi hanno cercato: Angela, Mirtillo, Simo, Alicia e tante altre. Com'è piacevole quando gli amici si prendono cura di noi e ci pensano.

Un abbraccio, buon fine settimana
                                                            Susanna



domenica 28 luglio 2019

Piccole grandi gioie


In questo torrido fine luglio, una bella gratifica al mio "core de mamma"


Università Politecnica delle Marche. Corso di laurea triennale in Ingegneria Meccanica 
- Ancona 25 Luglio -


Aspettando agosto, un saluto
                                                   Susanna

lunedì 20 maggio 2019

Bella calligrafia e non solo

Vi avevo detto della mia passione per la calligrafia, pennini e china ma sono assolutamente digiuna di qualsiasi formazione teorica in merito, perciò quando mia figlia mi ha segnalato questo corso tenuto nelle Marche la prima metà di gennaio, sono stata felice come una scolaretta, di aderire e soprattutto di fare una cosa per me e che sapevo mi avrebbe gratificato.

Primi esercizi svolti (e con errori!)

Non era richiesta una conoscenza calligrafica pregressa, dunque è stato piacevolissimo accostarsi a questo affascinante mondo: in due giornate intense, molto impegnative, abbiamo avuto indicazioni storiche e poi illustrazioni di teoria e pratica della calligrafia, con l'utilizzo di strumenti comuni (carta e penne e matite) e di materiali calligrafici professionali, quali la carta a mano di Fabriano, cannucce, pennini ed inchiostro. Interessantissimi cenni di paleografia, di ductus corsivo e formale della calligrafia Cancelleresca (corsivo italico) modello cinquecentesco di scrittura umanistica. Insomma mi sono ritrovata a conoscere aspetti coinvolgenti e molto belli, di una realtà davvero magica.
Nulla è lasciato al caso ed all'improvvisazione creativa: ogni singola lettera deve rispettare dimensioni, inclinazione e soprattutto la sequenza dei tratti che portano alla definizione della lettera stessa.
Un calcolo continuo della pressione sul pennino che varia completamente l'esito del risultato che si ottiene, l'importanza  dell'impugnare correttamente la penna, dell'intingere caricando la giusta quantità di inchiostro.


E poi la postura nello scrivere: deve essere rilassata. Impossibile tenere le gambe incrociate sotto al tavolo! Per me davvero difficile ricordarsene.
Ci sono stati mostrati degli esercizi propedeutici allo scioglimento dei muscoli della mano perché si muova con la corretta inclinazione e con il ritmo cadenzato, non dimenticandosi di respirare in modo regolare. Infatti è facile andare in apnea, per lo sforzo e la concentrazione.
Alcuni esempi delle spiegazioni del nostro insegnante, Lorenzo Paciaroni
E alla fine ecco il "sudato" diploma.

Ci ha accolto una Tolentino ancora ferita dal terremoto del 30 Ottobre 2016. Il centro storico quasi interamente inagibile. A metà gennaio, quando si è svolto il workshop, la temperatura era sotto zero e le strade erano rivestite da una pericolosa e sottile lastra di ghiaccio.


Avrei dovuto mantenere vivo l'entusiasmo e la gioia che mi ha procurato questa bellissima esperienza, continuando con gli esercizi anche dopo, a casa. Purtroppo ho mancato ma presto tornerò ad un altro incontro in giugno, per un rispolvero delle nozioni apprese e per conoscere qualcosa sul corsivo americano.

Chiudo questo post mostrandovi gli avanzamenti del ricamo sulla Primavera.



Ma pare proprio che la Primavera non voglia palesarsi, se non sul lino. 
Ancora tanta uggia, pioggia repentina e temperature piuttosto fredde. 
E' sempre più difficile passare dal caldo umido ed improvvisamente al freddo  pungente.   

A presto  Susanna


domenica 11 marzo 2018

Effetto "domenica marzolina"

Svegliarsi per il fruscio sommesso della pioggia che scende insistente e continua. 
La casa ancora dorme ed oggi ci siamo tutti e cinque, non capita spesso.
Voglio iniziare bene e cosa c'è di meglio che mettere al forno dei cornetti spennellati con zucchero di canna e godere del profumo che si diffonde ovunque, dando quell'illusione di buono, di famiglia, di serenità che vorrei durasse all'infinito.


Il gatto Leonida si strofina alle caviglie e miagola insistentemente: caspita ha finito i croccantini, ecco cosa voleva il fellone, con le sue moine disinteressate. 
Gli apro la porta della cucina ed esce ma piove sottile e fitto.


C'è tutto vapore intorno, ancora il rassicurante ticchettio della pioggia, eppure gli uccellini cinguettano e si fanno sentire bene. Leo fa un giretto in giardino, prova a spiluccare la cima di un ciuffetto d'erba ma poi decide presto di rientrare in casa, scrollandosi il pellicciotto madido di pioggia e tornando alla sua ciotola.   

I Sibillini in lontananza, imbiancati

Suvvia, c'è un caffè bollente e cremoso pronto per chi dovesse passare a trovarmi e spero di cuore che la vostra domenica sia all'insegna della  quiete e del tempo lento, così da ricominciare bene, domani.                                                                                                                                   a presto   Susanna



domenica 24 aprile 2016

Coccole per un'amica e . . .carciofini per me

Finalmente ho consegnato il pensiero alla mia amica.
Ecco qui la Scatola dell'Amicizia, ora posso mostrarvela.




La scatola è stata levigata e coccolata con una cera d'api e del trasparente, dalle mani operose del mio ing. che  mi aiuta volentieri a trattare il legno grezzo.                                                      

Il disegno è di Lori Markovic ed ho opportunamente rivisitato la scritta che nell'originale consisteva nelle cifre della sua firma e nell'anno di pubblicazione 2004.                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Ho ricamato su lino Belfast 32 count, color Vintage Peach e foderato l'interno con del cotone americano, fantasia girasoli.                                                                                                                                                                                                                                                                               Alla mia amica è piaciuta.


Ho tagliato la stoffa con le mie bellissime forbici nuove di zecca. Mi garbano assai, così "futuriste"

Ora devo solo fare attenzione che nessuno dei miei ragazzi le prenda un attimo in prestito, magari per tagliarci del cartone spesso o della plastica.

Piccola nota di protesta materna:
mai una volta che rimettessero a posto una cosa, che restituiscano un mio . . . bene personale.
Ah se mi fanno arrabbiare :)

E la Natura continua con la sua esplosione di colori e fioriture


Poiché ha fatto molto caldo, ho necessariamente dovuto anticipare l'operazione "CARCIOFINI SOTT'OLIO" che di solito avviene la prima settimana di maggio e così con la mia amica Giuliana che ha il ristorante, abbiamo mondato, sbucciato, tagliato, cotto e messo in vasi ben 1000 carciofini teneri e profumati; ovviamente la cosa ci ha impegnato tutto la giornata, da mattina a sera ed è stato anche un modo per fare due (ma anche tre, quattro) chiacchere tra amiche, ritrovandosi poi un bel bottino in dispensa, da godere nelle prossime stagioni.


Operare in una cucina professionale, con fornelli, utensili e pentole di qualità è tutta un'altra cosa. Bolliti i carciofini li abbiamo messi a scolare e a freddare solo un pochino, per poi invasarli rigorosamente in ordine, con il nasetto all'insù, ancora molto caldi e ricoprendoli bene con l'ottimo olio extravergine biologico di casa mia.

Si chiudono i vasi sterilizzati con i loro tappi ma non sigillandoli. Infatti il giorno dopo, quando l'olio è penetrato bene dappertutto, si deve assolutamente colmare il barattolo affinché nessun nasetto sia fuori dall'olio, pena il deterioramento del prodotto che si guasterebbe, vanificando tutta la fatica.


Per parlare di vil moneta, fare questo lavoro è decisamente anti-economico e per nulla conveniente: se si dovesse acquistare un vasetto di tali carciofini, con quell'olio speciale, aceto ottimo e soprattutto con il tempo che ci si impiega, verrebbe davvero a costare una cifra esagerata.

Tuttavia il prodotto non è paragonabile qualitativamente a ciò che si trova sul mercato: i carciofini sono croccanti, hanno un gusto erbaceo, un profumo di aceto che inebria e quando li si gusta, sembra di averli colti il giorno prima.

A tutti voi che verrete a farmi visita, buon proseguimento di "ponte lungo" 

                                                   Susanna