Si avete letto bene. L'ho scritto come si pronuncia, deliberatamente e con una sorta di manifesto dileggio nei confronti dell'abuso di questi termini inglesi.
Ora potrei essere tacciata di fanatismo e di non sapermi adeguare ai tempi ma abbiamo una lingua splendida, che ahimè conosco poco, complicata ma così forbita e piena di sfumature, perchè ricorrere sempre all'Inglese?
Non ne posso proprio più di sentire quindicimila volte al giorno questa espressione.
La detesto con tutta l'anima, anche e soprattutto per ciò che significa ed implica: sacrifici, tasse, tasse ed ancora tasse (lo sceriffo di Nottingham, il Principe Giovanni e Sir Biss nel Robin Hood di Walt Disney fanno un baffo al nostro governo di tecnici)
Ma è così difficile dire "revisione della spesa pubblica"?
E, soprattutto... è così impossibile tagliare veramente il superfluo, abolire i continui, ripetuti e perpetrati sprechi, insistere nel foraggiare i veri parassiti?
Perdonate lo sfogo ma davvero la misura è colma.
Sarà anche che associo il caldo afoso all'insofferenza della vista di quel catatonico di Monti che si bea nel pronunciare, con l'enfasi che lo contraddistingue, il fatidico spending review.
Basta, per pietà.
Vi mostro le mie ortensie che ignare di tutto ciò, sono tornate a sbocciare rigogliose nel vascone delle erbe aromatiche, tra la salvia, la melissa e il timo limone dai piccoli fiori lilla.
Chissà se ora non rischieranno di essere sanzionate per la ripetuta fioritura?
E in questa prima serata d'agosto, con i grilli che cantano, una splendida luna piena in cielo che brilla, un'aria decisamente meno torrida del solito, riprendo in mano il mio primo lavoro su lino, lasciato da troppo tempo ormai.
Per fortuna che la mia amica Ros dal suo magnifico mare me lo ha rammentato, ma non trascuro di guardare anche le Olimpiadi, spettacolo sempre così appassionante, qualsiasi disciplina contempli.
Con questa foto Polaroid vi saluto, augurando buone vacanze a chi deve ancora partire e dando il bentornato a chi mi farà compagnia, visto che di ferie qui non se ne parla.
A presto
Susanna

