domenica 26 luglio 2020

Luce d'Irlanda a casa mia

Non è un mistero che io abbia l'Irlanda nel cuore.
Per i due meravigliosi viaggi fatti in momenti salienti della mia vita.
Per i suoi scorci mozzafiato, per la sua storia, per la gente amorevole e sempre incline ad aiutare il viandante, per la serenità e l'intimità del paesaggio, per la luce particolarissima e il meteo bizzarro e mutevole nell'arco di pochi minuti, ma decisamente  accettabile e assai gradito.

Ebbene, per un attimo ieri, dopo un temporale repentino, quella luce era proprio  qui, a casa mia.




L'estate procede, è una stagione che non mi fa fare salti di gioia. Il caldo mi spossa e tutto si rallenta. 

La racconterò attraverso alcune immagini.

 Un nuovo nido è tornato a popolarsi, con cinguettii e gioioso baccano. Poi un giorno tutti fuori, schierati come una squadra e via, fuori a librarsi nell'aria.



















Il profumo inebriante del gelsomino, fiorito rigogliosamente ma anche quello delicato delle rose bianche dai petali vellutati. 

L'estate è anche questo.


L'abbiamo per questo appellata "il nostro can-gatto". Eccola sul divano in un momento di reciproco relax.

Oppure mentre telefono e la gattona accorre per stendersi sul gradino più vicino a me.
Fino a poco tempo fa era forastica e poco incline alla vita domestica, ora è proprio una di famiglia.
Ma non dimentica la sua natura felina ed è sempre a caccia di qualsiasi animaletto salti o corra velocemente.


E questi sono dei doni speciali che ho ricevuto dalla più giovane tra le mie amiche del cuore: Sara ha dieci anni ed è una bimba molto creativa, ha realizzato per me la scatolina origami, un portachiavi e questo coloratissimo segnalibro.
Certamente mamma Daniela ha saputo trasmetterle una grande manualità e predisposizione a fare progetti, a cucire...brava cucciola.
Ma...forse avevo già tutto previsto? 

Buon proseguimento d'estate a voi
                                         Susanna

domenica 21 giugno 2020

Eppure c'è stata

Questa è la notte del solstizio d'estate. 
L'aria è mite, le stelle brillano vivide e le lucciole pulsano ritmicamente tutt'intorno casa.
Eppure...c'è stata, la primavera. Zitta zitta, chiotta chiotta ha lavorato sodo, alacremente e con ottimi risultati.
Presa dal turbinio degli eventi, dai divieti, dai bollettini di guerra, quasi mi stavo dimenticando della magia della primavera, con i suoi colori, profumi e la vita che sboccia e si rinnova, magari ignorando del tutto i vari decreti Cura Italia, poi Rilancio e... blà blà blà.







Insomma una vera e propria esplosione di fiori, in particolare di rose. 
E tutto è tornato prepotentemente alla nuova vita. 
Come questo piccolo nido nell'intercapedine della finestra. Giorno dopo giorno ho assistito discretamente alla deposizione di un ovetto, due, tre...fino a sei.





La mamma si è presa cura delle piccole uova e una volta schiuse, ha nutrito i pulcini facendo instancabilmente  avanti e indietro.





E ad uno ad uno sono volati via, ormai pronti per affrontare il mondo.
Cos'altro ho fatto in questa infinita quarantena primaverile? Ho continuato a cucinare, a sperimentare cose nuove ma anche a preparare le tradizionali conserve del periodo: i carciofini sott'olio. 
Quest'anno fatti tutti da sola, impossibile vedermi con la mia amica.




E poi abbiamo messo mano all'orto, piantando ogni sorta di zucchina, pomodori, biete, lattughine, radicchio, carote, cetrioli, fagiolini e peperoncini vari. Devo dire che ogni cosa è stata di gradimento ad uno stuolo di lumache voracissime e terribilmente fameliche. 
Allora abbiamo risposto con trappole alla birra, di cui abbiamo scoperto sono decisamente ghiotte.
Peggio per loro.
Temo solo un'invasione biblica di cavallette.

Qui Domitilla si riposa sul trattorino, dopo aver supervisionato i lavori agresti.



Dunque si va avanti, tentando con grande fatica di recuperare quella normalità di una volta che ahimè non vedo così possibile.
Ma una cosa l'ho potuta fare: riabbracciare mia madre a Roma, dopo tre mesi di rispettivi arresti domiciliari.
Ed è stato bellissimo.


La bandiera comunque è rimasta. Non c'è più la neve presente nella prima foto, ma resiste, come me. Ed è bello vederla sventolare ed accogliere questa estate.
A tutti voi un saluto
                            Susanna


domenica 3 maggio 2020

Giorni infiniti e brevi

Si susseguono rapidamente, tutti uguali, con una noiosa lentezza e monotonia questi giorni che sto, stiamo vivendo.

Il mio bel glicine
Esco una volta a settimana per fare la spesa alimentare, se serve farmacia, riviste, tabaccaio e poi presto a casa. Tutto con una certa frenesia di fare prima possibile, litigando con la mascherina che mi fa appannare gli occhiali da vista e i guanti che comunque, al supermercato vanno rivestiti con un  secondo paio e voglio vedere chi riesce agevolmente ad aprire le buste ove riporre le verdure o la frutta da pesare.

La cosa più preoccupante è che non ho affatto voglia di uscire di casa e non per la paura di ammalarmi, ma proprio perché mi sta prendendo  una sorta di pigrizia, indolenza e fastidio a mettere il naso fuori dalla porta.
Neanche mi dà pensiero più di tanto la vistosa ricrescita del colore naturale dei miei capelli, anzi no: invece un pochino mi disturba ma è più forte il dispiacere di sapere che le giovanissime parrucchiere dalle quali vado, tutte e tre con famiglia e figli, non abbiano modo di andare avanti e non se ne parla di lavorare per il terzo mese consecutivo.


Trascorro queste giornate come la maggior parte di voi: mi sono data alla cucina (in realtà mi è sempre piaciuto pasticciare) e non avrei immaginato di arrivare a panificare!  E giù a scambiarsi ricette e consigli sull'introvabile lievito, fresco o essiccato, la farina più adatta alla pizza o i segreti sulla cottura perfetta in un forno che però ormai non cuoce più come agli inizi della sua carriera.

Ecco il mio primo pane in assoluto, fragrante e croccante, un misto di farina integrale e di grano tenero; non mi sembrava vero sentire il profumo diffondersi nella cucina.

E poi non ci si accontenta e si va avanti con la sperimentazione. Abbiamo fatto la ciabatta, dalla complicatissima ed elaborata preparazione ed ora capisco perché costi più del pane comune. E delle pizzette della mia amica Simona veloci e gustose, dato che hanno mozzarella nell'impasto stesso, ottime per l'aperitivo virtuale dei miei ragazzi, in video con i loro amici.

Non poteva mancare il pane integrale con le noci o con le olive.                                             

C'è stata la Pasqua e per dare una parvenza di normalità, nonostante l'insolita situazione di solitudine, con la famiglia incompleta, ho fatto la colazione salata, come da tradizione, a base di salame di Fabriano, uova sode, frittatina alla mentuccia e la classica pizza al formaggio.


La natura sta manifestandosi in tutta la sua bellezza. Il ciliegio giapponese è pieno di fiori rosa, il glicine sempre più rigoglioso




















Eppure sembra tutto così distante, poco coinvolgente e per nulla gioioso.
Mi ritorna in mente ciò che ho sentito riferirmi da persone care, che hanno subito in prima persona gli effetti terribili di questo maledetto virus.
Le separazioni forzate da genitori anziani che hanno assolutamente bisogno di vedere e stare vicino ai propri figli... dev'essere la cosa più difficile da accettare.

In questa quarantena avevo iniziato ad impiegare il tempo per sistemare tante cose lasciate indietro: in casa, nel lavoro, nelle mie passioni.
Poi la volizione si è affievolita ed arranco e sono in affanno.
Appunto ho esordito parlando di giornate lunghe ma anche estremamente brevi. La mattina mi alzo ed arrivo alla sera, anzi spesso a notte fonda, in un baleno ma stanca.

La lettura, il ricamo mi danno conforto. Ho portato a termine questo lavoro natalizio, Saint Nicolas di Corinne Rigaudeau, su aida 55 vintage grigio, che assemblerò in un secondo momento


e completata la serie di Lila's Studio, con questo Autunno che andrà insieme alle altre tre stagioni. E' ricamato su lino Belfast 32ct, vintage verde


Finirà anche questa e torneremo a fare una vita meno complicata.


La speranza me la dà anche il nuovo nido che ho scoperto ieri, nell'intercapedine della finestra. E' lo stesso della scorsa primavera, ma di nuovo ci sono delle piume bianche portate dalla futura mamma. Non vedo l'ora di sbirciare le piccole uova.
E la vita continua.
                                Susanna

domenica 12 aprile 2020

Nonostante tutto, Pasqua


Non sono affatto convinta di quello che ci stanno dicendo di fare. 
Ma obbedisco.
Le difficoltà oggettive per andare avanti crescono in maniera esponenziale.
Io ho sempre la fortuna di poter uscire e camminare in giardino.
Se ne avessi voglia potrei correre e saltare a corda ma è l'ultimo dei miei desideri, adesso.
Riesco ancora ad avere possibilità economica di fare la spesa, una volta a settimana, ovviamente rispettando le distanze di sicurezza gli uni dagli altri, in file sempre più lunghe, con mascherina e guanti indosso e munita del quarto modulo di autocertificazione


Però sto tornando gradualmente all'adolescenza, precisamente alla fase del pessimismo cosmico leopardiano, come quando ero al ginnasio e non solo perchè Recanati non dista molto da qui.
E' proprio questa situazione di indeterminatezza, con proclami vaghi, piuttosto astratti che mi danno poco conforto.
Si cominciano a percepire tra la gente, in modo palese,  il disagio, la stanchezza, la criticità della situazione che stiamo vivendo.
Ho più di un amico medico che mi racconta degli interventi che effettuano su persone che cedono psicologicamente e "sclerano", come si dice oggi; inoltre  ribadiscono di non avere tuttora i dispositivi protettivi per loro stessi.
Per non parlare di coloro che accusano mancanza di mezzi economici per fronteggiare le necessità quotidiane basiche: la spesa alimentare, le bollette che comunque si devono pagare.
Alla mia domanda: "Ma non conviene fare i tamponi estesi a tutta la popolazione, piuttosto che tenerci tutti agli arresti domiciliari, con le conseguenze economiche disastrose cui stiamo andando inevitabilmente incontro?" La risposta è: "Non ci sono i reagenti".

E preferisco stendere un velo pietoso sugli aiuti che l'Europa esita a concedere.
Allora dobbiamo ascoltare le istituzioni, gli esperti, i virologi ma continuo a sentire pareri divergenti anche tra e da loro stessi.

Silenzio e speranza.
Non so quanto dureranno ma questo è.


Voglio lasciarvi i miei auguri perchè, nonostante tutto, è Pasqua.
                                                                                      A presto   Susanna