No, non mi riferisco al bellisssimo film di Gianni Di Gregorio (2008) ma al pranzo vero e proprio che mi diletto a preparare ogni volta, rispettando la tradizione dell'arte culinaria romanesca.
Invero questo è il primo Ferragosto, dopo molti anni, che non ho cucinato perchè ero altrove, impegnata a dare una mano ad una cara amica che ha un ristorantino nei paraggi.
Tuttavia mi dispiace venir meno alle usanze, mi sembrerebbe infatti di tradire in qualche modo la memoria storica tramandatami dalla famiglia, perciò ho deciso semplicemente di rimandare il tutto alla domenica imminente.
Allora, sia che stiate ancora al mare, a godervi il calore del sole e l'azzurro dell'acqua, mista al cielo infinito......
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| Faro da La Maddalena :) e pesciolino di Thun |
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| Scatoline di latta della mia collezione bizzarra |
Sia che siate immersi nella campagna assolata e bionda, con sottofondo musicale il frinire delle cicale e il gallo che vi sveglia al mattino, o sulle aspre e fresche montagne, a fare lunghe e piacevoli camminate.....
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| Scatole di latta della pasta De Cecco da collezione |
... ecco, su consiglio di
Miss Fletcher, un'amica da poco incontrata in rete ma già prezioso punto di riferimento, vi racconto il mio pranzo di Ferragosto, senza alcuna pretesa di competere con i blog di cucina che adoro visitare e dai quali apprendo con curiosa voracità.
Si, questo è proprio il termine adatto, perchè mi piace conoscere e sperimentare sempre ricettine sfiziose e nuove, anche se non disdegno affatto i piatti della tradizione.
Dunque si inizia con un antipastino di salumi tipici delle Marche: salame di Fabriano dai lardelli larghi, ciabuscolo (salsiccia morbida a grana grossa) e lonzino. Una fettina di caciotta dolce di Colfiorito e una mini-bruschetta con pomodorini a pezzi.
Poi le classiche lasagne rosse che io non faccio con il ragù consueto. Preparo un pomodoro che non lascio cuocere troppo e lo arricchisco con salsiccia tritata; il primo piatto prevede inoltre anche un quadratino di lasagne bianche ai cuori di carciofi e prosciutto cotto di Praga.
In entrambe la besciamella ed il Parmigiano Reggiano abbondano!
Quindi per secondo non può mancare il pollo con i peperoni, tipica ricetta romana. Cuocio il pollo a pezzi in una grossa padella alta, dove ho messo i vari odori, dall'aglio schiacciato e con la camicia, al rosmarino sminuzzato, a grani di pepe nero e rosa ed un goccio del mio aceto molto forte, sale e poco olio. I miei prediligono le coscette che sono sempre in quantità tripla; mi piace mettere il pollo a pezzetti, evitando troppo petto.
E mentre la carne cuoce a fuoco moderato e con coperchio, spello i peperoni (gialli, rossi e verdi) che precedentemente ho arrostito sulla piastra e poi chiusi per un pò in un sacchetto Cuki, di quelli per conservare gli alimenti in frigo.
Infatti in questo modo la pelle del peperone viene via con facilità e la pietanza è decisamente più digeribile ma sempre molto gustosa. Aggiungo i peperoni tagliati a listarelle solo negli ultimi dieci minuti di cottura, così si amalgamano bene e rendono il pollo cremoso, con un sughetto davvero molto aromatico.
Per contorno insalata verde mista del mio orto: lattughina, riccia, pomodorini e qualche filo di erba cipollina
Quindi gelato al limone e l'immancabile, rinfrescante, deliziosa ed allegra fetta di anguria (che però a Roma si chiama "cocomero" - meglio ancora se pronunciato con tre emme)
Bene, vi saluto augurandovi un buon proseguimento d'estate, a chi è già rientrato e a chi si accinge a partire. Le mie "vere" vacanze saranno a fine mese, quando tutti e tre i figlioli saranno in direzioni e luoghi diversi... riuscirò a riposare un attimo e a godermi casa?
Ci conto, moltissimo.
A presto
Susanna Cerere