E già, è proprio così. Si assiste ovunque alla medesima situazione: siamo passati dall'estate precoce (piuttosto che primavera inoltrata) ad una recrudescenza dell'inverno, con neve sulle cime, temperatura gelida, di nuovo maglioni e piumini e la sera focolare acceso.
Povere piante, già fiorite e predisposte per i futuri frutti.
![]() |
| Ciliegio giapponese visto dalla finestra della camera da letto |

![]() |
| Una grande quercia e all'orizzonte la catena dei Monti Sibillini |


Madre Natura ripresenta ciclicamente tutti i processi vitali della primavera ed ecco che magicamente una mamma pettirosso è tornata a deporre le sue piccole uova azzurre all'interno della finestra del fienile, insinuandosi attraverso i trafori di cotto che caratterizzano l'architettura rurale. Lì sta al sicuro e calda, cova in attesa della schiusa, per iniziare poi a nutrire i piccoli, con un incessante, assiduo, instancabile andirivieni.Nelle mie visite al vivaio, in cerca di gerani, siepi e fiori nuovi per casa, ma anche alberi da frutto certificati bio per l'azienda agricola, ho trovato questo origano cubano di cui ignoravo l'esistenza, dalle foglie carnose e molto profumate: un misto tra il timo e il nostro origano. Pare sia adatto per le zuppe e per marinare deliziosamente carni, pollame e pesce. Ma teme le basse temperature, non deve stare al di sotto dei 10° e così ho dovuto metterlo in casa, dato il gran freddo improvviso che stiamo provando. 




























































