O piuttosto decisamente insopportabile.
Quando sembrava che il caldo opprimente stesse per darci tregua, niente da fare.
Io sono davvero esausta, nervosa e sempre stanca, faccio tutto con fatica e per dovere.
Ma qualcosa di buono voglio trovare in questa arida ed assurda estate.
Per esempio le dolci visciole raccolte i primissimi giorni di luglio.
Il silenzio della campagna assolata, i rovi per raggiungere le piante di visciole, le mani tinte di rosso ed appiccicose e poi la preparazione dei frutti, messi nei barattoli con lo zucchero, in alcuni una bacca di cannella, in altri grosse ciliegie polpose con una fettina di zenzero. . .ed eccoli al sole, fin troppo cocente, per un mese e mezzo.
Domani penso proprio di spolverare e mettere in dispensa, al fresco e lontano dalla luce, tutti questi barattolini che riposeranno ancora due mesi e ci allieteranno nelle fredde giornate d'inverno, davanti al camino acceso. Ah che goduria, non vedo l'ora.
Intanto tutto è terribilmente secco, riarso, inaridito. Non piove da mesi e quando ha fatto due gocce di pioggia l'afa è tornata più prepotente di prima.
La cosa più brutta è osservare la vegetazione circostante. Foglie secche, ingiallite, che cadono come in autunno, tutto è marrone ed arancio al posto del verde e dove non arriva la folle mano dell'uomo che accende fuochi che divorano ettari di bosco, ci pensa il caldo torrido che la fa da padrone ed imperversa e tutto diventa disperatamente desertico e sterile.
Il profumo intenso della lavanda fiorita, che ondeggia e si propaga nell'aria, con le folate di vento caldo.

La frutta non è stata eccezionale quest'estate ma non riesco a rinunciare ad una succosa pesca, ad una fetta rossa e zuccherina d'anguria. Il melone, se è davvero buono e dolce, per me è una tentazione cui cedo molto volentieri. E così non ho esitato a seguire passo passo la ricetta trovata nel blog della mia cara amica Simo dove ci sono consigli e ricette, una più sfiziosa dell'altra. Tra queste Il liquore cremoso al melone e vaniglia: una vera prelibatezza. Mezzo melone fatto a cubetti e messo a macerare in frigo con alcol a 95° ed una bacca di vaniglia; ogni giorno bisogna agitarlo e scuoterlo bene. Poi dopo una settimana, rimossa la vaniglia lo si frulla, si scaldano latte, panna fresca e zucchero fino a quando quest'ultimo sia completamente sciolto.

Tutte le sere il cielo è limpido e anche stavolta in questi giorni di mezzo agosto, mi sono persa, naso all'insù, nel magico spettacolo dello sciame meteorico delle Perseidi, accompagnato dal canto ininterrotto dei grilli.
Sulla finestra della cucina spicca il verde intenso delle erbe aromatiche, uniche a poter essere innaffiate con pochissima acqua del rubinetto, per il resto il prato del giardino è desolatamente secco. Non c'è più l'acqua dei pozzi.
Inebriante il profumo del basilico, stupendo il rosso dei peperoncini con i loro fiori bianchi e quest'anno mi hanno portato dalla Sardegna un origano odoroso che davvero è speciale.
Si lascia freddare e si aggiunge poi la polpa frullata, passata attraverso un colino a maglia fitta
e quindi si versa nelle bottigliette che vanno tenute nel frezeer per qualche giorno.
Il liquore si serve sempre freddo.
Bene è notte fonda e mi congedo, sperando di non tornare a scrivere a fine settembre e di riprendere presto l'ago in mano, il desiderio c'è ma con il caldo finora è stato impossibile.
Susanna