venerdì 3 febbraio 2012

Ed ancora vien giù....

Caspita, stavolta fa sul serio! Ecco qualche altra romantica immagine di neve intorno casa mia. Potessi descrivervi il silenzio che si percepisce. Tutto è soffice ed avvolto nella coltre immacolata. C'è luce anche di notte, dal bagliore del bianco. Ma le immagini parlano da sole.


E queste impronte di gatto? 

Uhmmmm che tortura dover camminare nella neve: il mio Mephy scuote alternativamente le zampette ed è abbastanza infastidito ogni volta che è costretto a raggiungere la porta di casa per l'ora della zuppa e della siesta al calduccio! 
Guardate che posto insolito ha scelto per rilassarsi. Potrebbe fare la pubblicità per l'asse da stiro della  Foppa Pedretti.


Allora ormai sono rassegnata: uscirò di casa a primavera, quando le nevi si scioglieranno.
Non dimenticatemi, eh?
                                    Susanna


mercoledì 1 febbraio 2012

Scende, copiosa...

Tutto è rallentato, la neve che sta scendendo copiosa su tutta Italia, sembra stendere un velo di ovatta che per un attimo ci distoglie dal contingente. E' così insolito questo silenzio cui non siamo abituati.



   


Come sempre, ma soprattutto quando nevica, ho provveduto a lasciare abbondanti mollichine di pane secco per gli uccellini che si azzuffano proprio qui, davanti casa.


Ho giocato un pò con il bianco e nero, con le foto virate in seppia e in azzurro, o  volutamente sgranate. 
Insomma l'atmosfera è decisamente magica e fiabesca, se non fosse per i disagi oggettivi di chi deve comunque affrontare strade, per raggiungere scuole, uffici e posti di lavoro. Ieri mi sono notevolmente avvantaggiata ma comunque uscirò. Indossati i miei scarponcini da trekking e via, una buona volta camminerò spedita nella neve e respirando con piacere aria fredda e gustandomi il panorama.
Buona giornata nevosa a voi tutti che passerete a farmi visita.
                                                                                          Susanna


domenica 15 gennaio 2012

Accomodatevi, prego...

In questa domenica di metà gennaio, con la recente brutta notizia  che arriva dai vari telegiornali, una vera tragedia, dovuta, e ciò è ancora più grave,   alla superficialità ed al senso di onnipotenza di chi dovrebbe tutelare la vita di 4.500 persone,  aggiungiamo il clima giustamente freddo, come deve essere in questo periodo.... insomma tutto ciò mi invita a stare quieta e a godere del tepore della mia casa.

Ecco, sono quasi le canoniche ore 17, preparo  per voi che verrete a farmi visita, un tè caldo (lo scrivo all'italiana, perdonatemi).


La teiera è ben coperta perché il tè rimanga bollente, ora non vi resta che scegliere la tazza che più vi piace e la qualità del tè che preferite. Ho una discreta scelta da proporvi.
                                                                          





Un momento, non ho finito. Ci sono anche degli ottimi biscottini al burro, proprio quelli di cui parlavamo stamattina tra noi amiche di xxxx

Ecco una delle scatole di latta  della mia collezione
Quanto alle riflessioni su tutto ciò che accade e di cui non possiamo ignorarne gli effetti e trarre quindi le nostre considerazioni, vi invito a leggere il post della mia cara amica Miss Fletcher condivido ogni sua parola. 

Buon proseguimento di domenica pomeriggio
                                                                     Susanna

venerdì 6 gennaio 2012

Epifania del tempo che fu

Sono riuscita a convincere mia madre, durante la mia ultima visita a Roma, a tirar fuori lo scatolone dove abbiamo riposto, ormai molti anni fa, tutti i personaggi del presepe della mia infanzia.
Lei era reticente a farlo, perchè rispolverare dolci memorie le procurava, e così è stato,  un' indiscutibile malinconia, ricordando i tempi in cui era presente e partecipe il pater familias, suo marito e mio padre, da sempre fulcro di  tutte le feste.
Infatti pur abitando lontano ed avendo ognuno di noi tre figlioli impegni e prole, ogni anno ci si ritrovava assieme per festeggiare degnamente un momento così significativo per la nostra famiglia.

Ho fotografato i singoli personaggi del presepe della mia fanciullezza, non nascondendovi di temere di apparire nostalgica e un tantino patetica, ma soprattutto consapevole che il fascino di queste statuine sia esclusivamente legato appunto ai miei  teneri ricordi disincantati, piuttosto che ad una reale bellezza.


Tuttavia vi invito a notare il prezzo appuntato a pennarello dal negoziante:  lire 200 e l'orgoglioso Made in Italy.
Le figure infatti non sono certamente cinesi, nè fatte in plastica ma di terracotta e dipinte a mano.

Puntualmente prima di ogni  Natale  ci recavamo in un emporio che fungeva da spaccio di vernici,   cartoleria, tabaccaio, casalinghi  e chi più ne ha più ne metta ed accrescevamo la collezione dei pupetti del presepe.
Quest'ultimo veniva realizzato su una tavola di legno e corredato di tutto ciò che occorreva perchè pulsasse di vita: lucine nelle case di cartapesta, terreno con ciotoli e muschio vero, carta crespa marrone per le montagne e cielo stellato, specchietti da borsa per mini laghetti vicino al mulino ad acqua ed al pastore con pecorelle  sul ponticello.

Ogni anno il Bambin Gesù veniva portato alla benedizione dell'Angelus in Piazza San Pietro, la domenica di Avvento e sappiate che questo Bambinello ha goduto delle consacrazioni di Giovanni XXIII°, di Paolo VI° e di Giovanni Paolo II° dunque ne ha vissuti di eventi.
Il primo presepe di casa mia:
ero ancora in fasce!
Sacra Famiglia di solo.... quarant'anni fa
Ora vi faccio vedere qualche immagine di altre statuine, più o meno presentabili. Però tenete sempre presente ciò che vi ho anticipato: per me è precipuo il valore affettivo su quello puramente estetico, dunque mi appaiono tutte meravigliose.

 

C'era uno studio molto infantile sulla collocazione dei personaggi più o meno in prossimità della capanna. Ognuno di noi tre fratelli aveva i suoi preferiti e ciascuno cercava di mettere i propri in primo piano: una vera ressa.  Crescendo siamo riusciti a comprendere meglio la prospettiva e  ponevamo i pupazzetti più piccoli in lontananza e quelli appoggiati a staccionate di lato, quelli con offerte a Gesù davanti.
  
                                                   

Man mano che tiravo fuori dalla scatola  e scartavo le statuine avvolte nella carta velina, provavo una sottile gioia intima nel ritrovarle proprio come le avevo lasciate, qualcuna con inevitabili crepe del tempo, ma belle lisce al tatto, levigate e consistenti come peso. L'odore di muschio appassito ed ormai secco, misto a quello di chiuso e di stantìo, sottolineavano ancor di più quanto fossero antiquati i personaggi che riportavo alla luce.
Mi sono sentita proprio un' archeologa.

E riflettevo anche sul fatto che alcuni di quei mestieri incarnati nei soggetti, certamente sono sconosciuti alla gioventù attuale: il ciabattino, l'acquaiolo, il fabbro, il panettiere, il pescatore, la lavandaia, la nonnina che fa la calza,  lo zampognaro.

             



Questo uomo che offre le uova poste nel suo cappello, era proprio il mio personaggio preferito, insieme alla donnina dall'abito marrone e fazzoletto in testa, che suona la fisarmonica appoggiata ad una staccionata di legno.

A noi bimbi i giocattoli li portava la Befana, più che Babbo Natale.
Era una vera letizia avere finalmente il gioco desiderato e chiesto. Spesso poi concludevamo la giornata con una passeggiata nella splendida Piazza Navona, gremita di bancarelle piene di  dolciumi e ci compravano nuvole di appiccicoso zucchero filato, mandorle glassate e carbone dolce. Poi c'era l'immancabile classica giostra con i cavallucci, ma soprattutto un'esplosione di tanti colori, musica  ed i suonatori di zampogna. Finchè ho potuto, ho portato anche i miei figlioli in questa meravigliosa Piazza, per l'Epifania.

I Re Magi sono ormai arrivati a destinazione .
E' giunto quindi il momento di congedarmi, spero di non avervi tediato, esagerando con i ricordi. 


L'Epifania tutte le feste porta via.
                                   Ancora Buon Anno a voi tutti.

                                                                                  Susanna




sabato 31 dicembre 2011

L'anno che verrà

Questo breve post per fare gli auguri di Buon Anno Nuovo a tutti voi che passerete a trovarmi, offrendovi virtualmente un enorme cespuglio di vischio beneaugurante, appena colto dall'albero e che, da quanto è grande, ricopre interamente il tavolo di marmo della mia cucina.


Ho cercato di raggiungervi personalmente sui vostri blog ma di certo non sono riuscita ad arrivare a  tutti, però ho riflettuto su  una cosa che accomunava i molteplici messaggi di auguri: la parola più ricorrente, in assoluto, era ANNO SERENO. Ci auguriamo vicendevolmente che l'anno che verrà sia sereno, si sente moltissimo questa esigenza, dunque non sono la sola ad avvertirla.

In genere a Capodanno sono di cattivo umore. Come la mia gatta Alice, che freme e si elettrizza non appena avverte  gli spari dei fuochi d'artificio, che iniziano sin dal pomeriggio, così anche io sono presa da una sorta di insofferenza ed irritabilità.  Ormai lontani i tempi in cui per me la principale preoccupazione della notte di San Silvestro era avere una mise opportuna, qualcosa di brillante e nuovo da indossare, i capelli freschi di parrucchiere e la voglia di ballare tutta la notte.

Adesso invece, come si conviene ad una vetusta befana, prediligo una cenetta ancora più ricercata ma possibilmente nella comodità della mia cucina, in casa, davanti ad un focolare, crepitante come tutte le sere. Insomma in tutta tranquillità, rifuggendo feste e lustrini.
Proprio da vecchia bisbetica misantropa.

Bene ora torno ai fornelli, sono alle prese con le mitiche piccole e gustose lenticchie di Castelluccio di Norcia, che accompagneranno lo zampone di Modena.
Di nuovo tantissimi auguri di buona fine e buon inizio d'anno. E che porti a ciascuno di voi ciò che veramente desiderate nel vostro cuore.
Un abbraccio   
                             Susanna




sabato 24 dicembre 2011

Sereno Natale a tutti






Auguro a tutti voi che passerete di qua, un sereno Natale da trascorrere con le persone che amate.

                                                                  Susanna