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domenica 30 ottobre 2011

Basta poco

A volte mi basta poco per vedere le cose sotto un'altra prospettiva. Dimenticare le angustie, gli affanni e le difficoltà, apprezzare invece la semplicità di un gesto che significa molto.



Come ad esempio questa poesia che mi hanno dedicato oggi i miei figlioli e mio marito.


Poichè vi amo come il vento gli alberi
Che ha cura dei petali e delle foglie
E incita il canto fra i rami
Che senza di lui tremuli, sarebbero ombre
Mute ove nessun uccello sussurrerebbe di come
"Più oltre, oltre, oltre c'è..."
                                        (Ezra Pound)

Più preziosa di un gioiello.
Più cara di qualsiasi dono, perchè non sollecitata.
La vita è meravigliosa, basta non dimenticarsene.

Susanna




mercoledì 10 agosto 2011

A volte ritornano...

E come non riprendere a scrivere dopo i tanti pensieri affettuosi che mi avete comunicato? Evviva, è stato bello leggere tutto ciò, una piacevole pioggia di stelle cadenti.

Ricordate la pubblicità della Plasmon nel vecchio Carosello? Ecco, non sono proprio ancora la donna tutta muscoli che scolpisce con vigore il capitello ma sono sulla giusta strada per fare qualcosa di buono.


Innanzitutto vi faccio vedere questa scatola di latta del 1956, che posseggo da anni. Già, ho anche questo pallino: tra le tante cose particolari che mi piace collezionare ci sono le scatole di latta, ma ve ne parlerò meglio un'altra volta.
Su un lato vi è un'anacronistica ed ingenua scritta: "Superalimento che accompagna ogni creatura umana, dall'infanzia alla vecchiaia!"  effettivamente credo che ognuno di noi da bimbi  abbia assaggiato  uno di questi biscotti.

E così, memore del suggerimento datomi da Pat, ho trascurato gli impegni che avevo nel pomeriggio, ho preso la macchina fotografica e mi sono guardata intorno.
Seduta sul canapè, sotto al portico di casa e gustando un gelato, ammiravo questi bellissimi scorci.



La pioggia nella notte ha abbassato la temperatura e ridotto quell'opprimente sensazione di aria rarefatta, i colori sono decisamente più vividi e brillanti e sto proprio meglio. Che pace, che tranquillità.

Qualche dettaglio del mio portico.

                      

                                
Eolo che soffia, corrucciato: via i pensieri inutili che mi distolgono da ciò che è davvero importante.

L'altro giorno ero dal parrucchiere, con l'illusoria speranza che tagliare i capelli mi avrebbe pungolato ed incentivato a sentirmi diversa.
Comunque... sfogliando uno di questi giornali pieni di modelli improbabili e poco aderenti alla nostra realtà quotidiana, mi ha colpito una frase di Goffredo Parise che diceva pressappoco così "Non sopporto più le persone che mi annoiano anche pochissimo e mi fanno perdere pure un solo secondo di vita"
Quant'è vero! Purtroppo invece si rincorre l'effimero, si dissipano attimi preziosi appresso al futile ed al superfluo.

Voglio concentrarmi sul bello: nel mio giardino sono tornate a fiorire le roselline inglesi dal rosa tenue, quelle bianche antiche, la civetta di terracotta vigila sempre tra il rosmarino ed amo il profumo intenso del basilico sulla finestra, pronto all'utilizzo in cucina insieme al rosso peperoncino piccante.
  
          
Ah però, ho iniziato il post la sera del 9  e lo termino pubblicandolo il 10 agosto: San Lorenzo. 
" San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade..."(Giovanni Pascoli) 
Con questo ricordo d'infanzia vi auguro la buonanotte e domani tutti a naso in sù ad ammirare la volta celeste e ad esprimere desideri.

Susanna Cerere


domenica 20 marzo 2011

Se tu avessi avuto....

Se tu avessi avuto ancora tempo e modo, sono sicura avresti dedicato questa poesia all'amore della tua vita, mia madre.

“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue. ”     
(Eugenio Montale)


Sono altresì sicura che, se tu avessi potuto, mi avresti donato questa splendida canzone di Battiato, "La cura",  che porto nel cuore e mi avvince e mi emoziona tantissimo,  ogni volta  che l'ascolto.



Insopportabile ed infausta,  la scorsa primavera, che si è portata via mio padre.

Mi rimane una pallida rosa gialla,  sfiorita e gelosamente conservata, insieme a tantissimi ricordi indelebili e ad un' intensa forza nel mio cuore.